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Un pomeriggio indimenticabile

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Quel pomeriggio ero seduta alla mia scrivania e, come al solito, cercavo tra le chiacchiere dei colleghi di concentrarmi per scrivere il solito articolo di approfondimento.

Stavamo lavorando da qualche settimana al lancio di un nuovo portale di informazione sulla salute. Progetto pensato ai tempi del Natale, quando il Coronavirus, per molti, era ancora uno sconosciuto.
Il caso ha voluto che proprio quando il sito era pronto per essere pubblicato, in Italia si registrava il primo caso positivo al Covid-19.
Volendo essere noi un sito di informazione di settore in ambito sanitario, abbiamo pensato bene di cavalcare quest’onda forte.
Ecco perché da un paio di settimane mi ritrovavo a rincorrere le notizie della redazione che coincidevano con l’argomento salute per riportale sul nostro sito appena pubblicato. Ma da quando il paziente 1 si era palesato, la salute di giorno in giorno si trasformava in cronaca, politica, attualità, ambiente. In poco tempo il Coronavirus è diventato tutte le notizie.

Ovviamente era la redazione che si occupava delle news, il nostro era un focus di approfondimento. Fatto sta che alle 17:59 dell’11 marzo mi sono ritrovata a pubblicare la seguente notizia:
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara il Coronavirus pandemia globale”.

PANDEMIA.

Questa parola mi scoppia nel petto. Mi sento come se fosse stata dichiarata la terza guerra mondiale ed io, nel mio piccolo, ne avessi dato la notizia.
Ecco perché quel pomeriggio non lo dimenticherò mai più. Da quel momento un’escalation di emozioni, sempre più forti, a volte immense, stanno cambiando profondamente la mia vita, come quella di tutti.

Mi era già capitato di piangere i giorni precedenti. Quello che stava accadendo, in qualche modo, preannunciava questo disastro.

L’ultima volta che sono andata al cinema era con Gaia, il 5 marzo, a vedere “Volevo nascondermi” con Elio Germano. Il giorno prima era stato emanato il primo Dpcm con le nuove misure sanitarie per far fronte all’emergenza Coronavirus. Tra le nuove regole: non darsi strette di mano, mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1,5m e far stare a casa il più possibile le persone anziane.
Quella sera infatti al cinema ci hanno assegnato due posti distanziati da ben 2 poltrone, io il 9 e Gaia il 12. Noi, instintivamente, l’abbiamo presa a ridere e ci siamo dette: “Meglio così, abbiamo anche lo spazio per i cappotti”.

Quanto mi sembra lontano quel giorno!

 

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